Storia
Storia
La presenza umana certa sul territorio di Hône risale alla tarda età del Bronzo e all’età del Ferro (900 – 100 av. Cristo): cị risulta da alcuni ritrovamenti, oltre che da abitazioni primitive sotto roccia, massi coppellati e tracce di sentieri alpestri risalenti alla preistoria.

Studi recenti sembrano poi avvalorare alcune ipotesi sulla presenza romana in zona, anche se al momento gli indizi e le testimonianze dirette sono ancora insufficienti.

Durante il Medioevo Hône appartenne alla Signoria di Bard; nel 1242 il suo territorio fu diviso in due giurisdizioni sottoposte rispettivamente al dominio diretto dei Savoia ed ai signori di Pont-Saint-Martin, originari essi stessi di Bard.

Successivamente il duca di Savoia, in data 4 marzo 1592, infeuḍ la sua parte ai nobili Bruyset e – nel 1684 – al conte Giovanni Pietro Marelli, sovrintendente generale alle armi e munizioni dello Stato sabaudo.
Pochi anni dopo (1689) il conte Marelli fece costruire, di fronte alla Parrocchiale di San Giorgio, un maestoso "château à la moderne" tuttora esistente ma bisognoso di restauri mirati.

La parte di Hône infeudata ai signori di Pont-Saint-Martin, con l’estinzione del casato avvenuta nel 1737, fu dapprima devoluta alla Corona e successivamente infeudata ai nobili Gippa.

Negli ultimi tre secoli Hône conobbe – accanto alla sua attività agricola tradizionale – un certo sviluppo legato alla valorizzazione dei suoi piccoli insediamenti metallurgici: fonderie e vecchie fucine dislocate lungo il corso dell’Ayasse e, più tardi, industrie metallurgiche vere e proprie fra cui – in particolare – la ben nota "Fabrique des clous" risalente agli inizi del ‘900 e fondata dall’imprenditore svizzero Giacomo Gossweiler; per giungere poi alle attuali aziende di piccola e media grandezza, operanti in settori che impiegano tecnologie decisamente avanzate.

La comunità di Hône conserva anche numerose testimonianze riguardanti il suo passato: fra queste ricordiamo gli antichi "rus" della zona collinare, in particolare quello superiore documentato a partire dal XV° secolo e tuttora funzionante, oltre a quello inferiore, risalente alla seconda metà del 1600. Come pure al 1600 e 1700 risalgono le cappelle dei villaggi e soprattutto la ricca iconografia barocca presente nella Chiesa parrocchiale di San Giorgio.

Da citare, infine, il solido e svettante campanile – ricostruito in stile romanico nella prima metà del ‘700 – nonché il vecchio ponte medioevale che unisce Bard con Hône, profondamente ristrutturato verso la fine di quel secolo.

Le fortificazioni militari
Sul finire del secolo XVII, dopo la guerra di successione spagnola, il duca di Savoia ordiṇ la fortificazione di numerose alture in Valle d'Aosta. In particolare l'unico maniero fortificato rimasto in funzione era il castello di Bard, facilmente aggirabile da entrambi i versanti delle montagne che lo circondavano.
A monte di Hône, dalla parte dell'"envers" (versante rivolto verso nord), esiste da tempo immemorabile una strada, molto panoramica, che conduce agli alpeggi a monte di Vert (Donnas). Proprio questa splendida visuale sulla rocca di Bard costituiva un punto di importanza militare strategica a servizio del castello stesso e per questo motivo si costruirono sulla strada dei Pians tre serie di fortificazioni, nelle località La Lienta, Lisahon e Pontollet, località quest'ultima dove fu eretta una sorta di casermetta, ora diroccata..
Sul versante opposto, a monte del villaggio di Courtil, all'inizio del secolo scorso si innalzarono altre fortificazioni contro il possibile pericolo francese. All'altezza della strada di Charvaz si costrú una larga strada verso i due villaggi altri di Biel e Courtil destinata a far passare i carri che avrebbero poi portato l'artiglieria al Col de Courtil e alla Serra di Biel, luogo in cui si scaṿ un deposito sotterraneo di armi nella roccia e si costrú un'altra caserma. Un'altra caserma, oggi usata come stalla, fu costruita poco sotto il Col de Courtil a Plan Fiou. Su tutte e due queste alture vennero poi effettivamente piazzate bocche di cannone smantellate in occasione della prima guerra mondiale.
Oggi da tutte queste località e in particolare dalla Serra di Biel si pụ godere di un panorama straordinario.